Il secondo numero di Nostos

Da oggi è online il secondo numero di nostos. Laboratorio di ricerche storiche e antropologiche, la rivista annuale edita dall’Associazione.

Anche quest’anno si tratta di un numero corposo e molto ricco di contenuti.

l’ultimo laboratorio di Clara Gallini
Gino Satta, L’ultimo laboratorio di Clara Gallini 5
Marcello Massenzio, La bizarre meravigliosa 13
Paola Pallottino, Microbiografia dalle lettere 25
Clara Gallini, Prefazione 35
Clara Gallini, Bibliografia di Marc Soriano 53
Adelina Talamonti, Il lato oscuro degli uomini e delle cose 61
Clara Gallini, I territori del meraviglioso 71
Clara Gallini, La soglia del dolore 95

saggi
Berardino Palumbo, L’occhio del re 137
Giovanni Pizza, Ernesto de Martino fuori di sé 193

laboratorio
Gino Satta, La crisi e l’oltre 237
Pasquale Voza, Apocalisse culturale e mutazione antropologica 251
Roberto Beneduce, «Des mots tordus» 265
Simona Taliani, In un mondo rigenerato 305
Marcello Massenzio, Fine del mondo, fine di mondi 337

à propos
Roberto Evangelista, Letteratura e antropologia 355
Andrea Carlino – Giovanni Pizza, Ernesto de Martino 50 361

l’accesso è libero: si può leggere o scaricare dal sito della rivista

http://rivista.ernestodemartino.it

Ernesto De Martino, La fin du monde

Categoria : La recherche

Luogo e data : Rome

Il 21.11.2017 dalle 14.00 alle 18.00

Présentation de la traduction française de l’ouvrage d’Ernesto De Martino “La fin du monde. Essai sur les apocalypses culturelles” (Éditions de l’EHESS, 2016)

21 novembre 2017, à 14h, Rome

 ÉCOLE FRANÇAISE DE ROME

Présentation de la traduction française de l’ouvrage d’Ernesto De Martino, La fin du monde (Éditions de l’EHESS, 2016)

Org. Fabrice Jesné (EFR)

http://www.efrome.it/it/la-ricerca/agenda-e-incontri/attualita/ernesto-de-martino-la-fin-du-monde.html

Pieghevole Fin du monde francese

Pieghevole Fin du monde italiano

Contro canto. Le culture della protesta dal canto sociale al rap

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Antonio Fanelli

Contro canto. Le culture della protesta dal canto sociale al rap

Prefazione di Alessandro Portelli

Virgola, n. 128

2017, pp. X-220

ISBN: 9788868436049

€ 25,00

Con la musica non si fa la rivoluzione, ma è pur vero che attraverso i linguaggi e le forme musicali e le pratiche di condivisione e di fruizione della musica si è espresso – e si esprime tutt’oggi – gran parte dello spirito antagonistico dei ceti popolari e delle giovani generazioni del nostro paese. Canzoni e generi musicali hanno caratterizzato varie fasi della nostra storia recente, lasciando un segno profondo nella memoria collettiva. Poca attenzione, però, è stata prestata alle forme di produzione, circolazione e ricezione delle musiche che hanno accompagnato i momenti di tensione politica e di scontro culturale. Si tratta di un vasto patrimonio di pratiche e di esperienze diffuse che delinea una sorta di vero e proprio «contro canto» della storia italiana. Il percorso tracciato in questo libro parte dall’analisi del canto sociale e politico di quelle che Antonio Gramsci definiva «le classi subalterne», prosegue con le vicende dei gruppi e dei movimenti che negli anni della contestazione si opposero all’omologazione di massa cercando di coniugare sperimentazione culturale e attivismo politico e arriva alle nuove forme espressive della conflittualità sociale negli anni del rap e dei centri sociali, con l’invenzione di inedite sonorità che intrecciano la riscoperta della memoria storica dei canti di lotta con la reinvenzione dei dialetti e delle identità locali, a cavallo tra culture giovanili, antagonismo politico, mercato discografico e libera diffusione tramite la rete. La creatività dei gruppi sociali in conflitto con la cultura ufficiale viene qui ricostruita mediante un viaggio tra le vicende del movimento operaio, dei movimenti sociali e delle culture giovanili, delineando un’originale rilettura della storia culturale italiana. Ispirato agli esiti più maturi dei cultural studies, questo lavoro mostra come, scavando nelle pieghe della produzione culturale e musicale, sia possibile leggere, in controluce, la storia del conflitto tra cultura alta e cultura popolare, tra consumo culturale di massa e avanguardie militanti, tra progetti egemonici dell’industria culturale e le forme e le pratiche di resistenza dal basso.

Tra crisi e riscatto


Angela Di Fazio
Tra crisi e riscatto
Elsa Morante legge Ernesto De Martino

Pp. 236 Uscita: 10/3/2017
Collana: Le Sfere – 153
ISBN: 978-88-6598-843-5

Pendragon

Prezzo: € 18,00

 

Un profilo di Elsa Morante, lettrice di etno-antropologia, a partire dai rilievi su un corpus di opere organiche alla ricerca di Ernesto De Martino: il saggio Pro o contro la bomba atomica (1965); la raccolta Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi (1968); i romanzi La Storia (1974) e Aracoeli (1982). Con questo intento il volume analizza, nelle particolari modulazioni morantiane, le tematiche demartiniane dell’antropogenesi (l’oscillazione tra “crisi della presenza” e “riscatto culturale” come forme costitutive dell’essere umano); il rapporto tra storia e metastoria; il concetto di “apocalisse culturale”; la risoluzione del lutto attraverso forme di compianto ritualizzate e la categoria della “festa” rivoluzionaria, motivi funzionali alla definizione, da parte di Morante, del ruolo dell’intellettuale nel secondo dopoguerra. Lo studio arriva così a definire l’eredità di De Martino nei termini di una teoria culturale, che incontra qui una particolare declinazione letteraria.

La fin du monde

Ernesto De Martino

La fin du monde

Essai sur les apocalypses culturelles

texte établi et traduit de l’italien
sous la direction de Giordana Charuty, Daniel Fabre et Marcello Massenzio

Ce livre présente les grands thèmes de l’œuvre d’Ernesto De Martino, le fondateur de l’anthropologie italienne, à partir d’une recherche comparative sur les relations entre formes religieuses et sécularisées, soit de l’idée, soit de l’expérience de fin et de régénération du monde. L’ouvrage vient compléter la connaissance de l’anthropologie démartinienne, réduite en France aux études consacrées à la vie religieuse en l’Italie du Sud. En passant d’une langue et d’une discipline à l’autre, cette enquête veut transformer les diagnostics portés au début du xxe siècle sur la « crise » ou le « déclin » de l’Occident, en symptômes pour qualifier la singularité de l’Occident à travers les genèses successives de l’expérience apocalyptique, et ce dans la perspective d’une anthropologie de l’histoire.

Une vision d’ensemble d’une œuvre difficile, partiellement traduite en français

Des archives et photographies inédites

Une redéfinition de l’anthropologie et de ses rapports aux autres sciences sociales

 

Table des matières

Der besessene Süden: Ernesto de Martino und das andere Europa

Ein im deutschsprachigen Raum noch wenig bekannter großer europäischer Denker wird zurzeit an mehreren Orten Europas wiederentdeckt: der italienische Ethnologe, Geschichtsphilosoph und Religionshistoriker Ernesto de Martino (1908–1965). Es gehört zu seinen wichtigen Leistungen, mit seinem Denken der Magie des Südens einen Möglichkeitsraum geöffnet zu haben, in dem europäische Fragestellungen neu verhandelt werden können. De Martino hat mit seinen Studien zwischen tiefer Religiosität, kultischen Ritualen, Folklore und Zauberei, Heiligem und Archaik die Anthropologie für das wissenschaftliche und philosophische Denken fruchtbar gemacht. Für den ‘Lévi-Strauss Italiens’ ist
dabei die Besessenheit ein zentraler Begriff: sowohl als konkreter Untersuchungsgegenstand, etwa bei dem apulischen Tarentismus, der Tarantelbesessenheit, die sich in der italienischen Tarantella widerspiegelt, als auch als Befragung des ethnografischen Blickregimes, das zur ‘Besessenheit’ des Fremden (possessione) wird.
Ernesto de Martino, Schüler von Benedetto Croce, kann durch seine sozialanthropologischen Studien des europäischen Südens, seiner Analyse symbolischer Formen und Riten, dem Nachweis der Präsenz des Archaischen, in eine Linie mit Denkern wie Ernst Cassirer, Aby Warburg und Sigmund Freud gestellt werden.
Die vorliegende erste deutsche Textsammlung zu Ernesto de Martino erweitert den Zusammenhang zwischen Individuation und Besessenheit in kultur- und medientheoretischer Hinsicht. Die hier vorgestellten Beiträge zeigen, wie de Martinos Ansätze heute fruchtbar gemacht werden können und welches tarantelische Verunsicherungspotenzial ihnen innewohnt.

LETTURE DEMARTINIANE

secondo incontro delle
LETTURE DEMARTINIANE
organizzato dall’Associazione Internazionale Ernesto de Martino,
con la collaborazione della Fondazione Lelio e Lisli Basso

Fabio Dei, Antonio Fanelli, Giovanni Pizza, Gino Satta

dialogano su

E. de Martino, Sud e magia
a cura di F. Dei e A. Fanelli, Donzelli 2015

G. Pizza, Il tarantismo oggi
Carocci 2015

18 febbraio 2016, ore 15:00

Sala conferenze Fondazione Lelio e Lisli Basso
Via della Dogana Vecchia, 5 – Roma 

Sud e magia

Ernesto De Martino

Sud e magia

Edizione speciale con le fotografie originali di F. Pinna, A. Gilardi e A. Martin e con l’aggiunta di altri testi e documenti del cantiere etnologico lucano. A cura di Fabio Dei e Antonio Fanelli

Nuova Biblioteca
2015, pp. LII-318, rilegato,
ISBN: 9788868433512
€ 34,00
Scheda libro

«In quanto orizzonte stabile della crisi, la magia offre il quadro mitico di forze magiche, di fascinazioni e possessioni, di fatture e di esorcismi, e istituzionalizza la figura di operatori magici specializzati. In quanto operazione di riassorbimento del negativo nell’ordine metastorico, la magia è più propriamente rito, potenza del gesto e della parola: sul piano metastorico della magia, tutte le gravidanze sono condotte felicemente a termine, tutti i neonati sono vivi e vitali, il latte fluisce sempre abbondante nel seno delle madri, e così via, proprio all’opposto di ciò che accade nella storia».

È venuto il momento di riappropriarsi di Sud e magia di Ernesto de Martino. A cinquant’anni dalla morte dell’autore, questo grande classico dell’indagine etnografica sul nostro Mezzogiorno può essere oggi riletto per quello che effettivamente rappresenta: un contributo – modernissimo, addirittura precorritore – alla comprensione profonda dei modi e dei riti della cultura popolare che portano al riscatto dalla «crisi della presenza» in contesti di forte e perturbata criticità. La «bassa magia cerimoniale» praticata dai contadini lucani è interpretata come un ricco istituto culturale in grado di offrire protezione esistenziale ai ceti popolari, in un regime di vita dominato dalla miseria materiale e dall’oppressione politica. Nella lettura di de Martino, riti e simboli magici non contrassegnano una mentalità primitiva collocata fuori dalla storia (com’era stato per il Carlo Levi di Cristo si è fermato a Eboli): al contrario, il libro si sforza di considerarli all’interno di una più ampia «storia religiosa del Mezzogiorno» e delle relazioni tra classi egemoniche e subalterne che in essa si istituiscono. Coraggiosamente pubblicato per la prima volta nel 1959 da Giangiacomo Feltrinelli, il libro dà conto delle ricerche condotte dall’autore sulla cultura popolare in Lucania lungo il corso di una serie di «spedizioni etnografiche», la più significativa delle quali fu compiuta nel 1952. Attraverso una intensissima osservazione sul campo, operata con l’aiuto di tecniche e strumenti di grande rigore, l’indagine analizza quelle pratiche di possessione, fascinazione e magia che «proprio per la loro rozzezza ed elementarità rivelano più prontamente i caratteri strutturali e funzionali di quel momento magico che – sia pur affinato e sublimato – si ritrova anche nel cattolicesimo», vale a dire nelle forme più complesse della religiosità meridionale. Questa nuova edizione, introdotta da un denso saggio storico-critico dei curatori, ripropone tutti i testi e le immagini fotografiche dell’edizione del 1959, corredati e arricchiti da materiali rimasti per lo più inediti, raccolti qui per la prima volta in un percorso organico che introduce il lettore nello straordinario «cantiere» etnologico lucano da cui ha preso corpo il testo di Sud e magia.

http://www.donzelli.it/libro/9788868433512